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Cosa sono le terapie biologiche?

Sono farmaci che mirano a colpire uno specifico “bersaglio”, un “target molecolare”, come può essere una proteina che viene prodotta (in biologia si dice espressa) da un tumore. Alcune neoplasie possono esprimere le stesse proteine-bersaglio, ma più studiamo i tumori dal punto di vista molecolare e più ci rendiamo conto che possono essere molte e diverse.

Perché colpirle? Perché queste proteine di solito promuovono la crescita del tumore, per cui è necessario bloccarle o inibire i processi che da esse dipendono. Quando un farmaco biologico interagisce con il proprio target, la cellula tumorale subisce un arresto della propria crescita e a volte la si induce a morire. Tutto questo porta a stabilizzare la crescita tumorale, a volte si assiste anche alla scomparsa del tumore.

 

Tanti farmaci di questo tipo oggi sono stati sviluppati, e tanti altri sono in corso di sviluppo. Il primo ad essere apparso sulla scena terapeutica è stato, nei primi anni del Duemila, il trastuzumab, e ora è diventata la punta di diamante per quelle donne in cui il tumore al seno esprime una proteina chiamata HER2 (parliamo di una su 4, tra chi si ammala di carcinoma mammario). Questi tumori, detti HER2-positivi, prima avevano una prognosi nettamente infausta, mentre oggi la evoluzione è migliore: grazie alla terapia con trastuzumab, la sopravvivenza delle donne è raddoppiata rispetto al passato. È un grande passo avanti. Dopo il trastuzumab si sono susseguiti altri farmaci target, tutti con una buona risposta in termini di sopravvivenza.

 

Un vantaggio di questi farmaci è la riduzione degli effetti collaterali, tra cui il problema della caduta dei capelli, del vomito, del controllo dei globuli bianchi e dell’emoglobina. Assisto pazienti che si fermano appena un'ora in day hospital e che dopo la flebo tornano al lavoro o continuano la loro giornata. La loro qualità di vita viene preservata.

Tra le terapie biologiche vi sono anche gli anti-angiogenetici, molecole che hanno la capacità di bloccare l’angiogenesi del tumore, e cioè la vascolarizzazione. Il tumore, infatti, vive perché ha un sistema vascolare che lo nutre. Queste terapie riducono, in un’alta percentuale di casi, il volume del tumore e ritardano la sua progressione. Anche questi farmaci presentano ridotti effetti collaterali: normalmente basta un controllo della pressione e delle urine. La cura dei tumori sta cambiando, e noi medici osserviamo giorno per giorno la progressiva evoluzione della terapia oncologia.

 

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